CASTELVOLTURNO - La La costa peggiore d’Italia? E' quella della provincia di Caserta. Lo ha sancito il Ministero della Salute nel suo rapporto annuale sulle acque di balneazione per il 2010. Dal Garigliano a lago Patria solo 14 chilometri di costa balneabile su 46,5 chilometri di litorale.
I principali colpevoli di questo ulteriore primato negativo sono i corsi d’acqua e i fiumi che si riversano in mare portando dentro il loro ventre inquinamento di tutti i tipi.
Ma sotto accusa vi sono anche i depuratori mal funzionanti che la magistratura ha sequestrato e affidato per la gestione ad un custode giudiziario. Non ci sono mappe in giro che indicano i luoghi esatti dove c’è il divieto di balneazione. In compenso, i lidi balneari, da Licola a Baia Domizia, sono tutti aperti e funzionanti.
“Quella assegnata per il nostro litorale inquinato – spiega Alfonso Pirone, responsabile del settore acque della provincia di Caserta – in realtà è una maglia nera che andrebbe assegnata alla provincia di Napoli, perché buona parte dei comuni di Napoli Nord e Napoli Ovest, scaricano le loro acque reflue direttamente nei Regi lagni. Parliamo di una popolazione che si aggira attorno ai 4 milioni di abitanti. Fino a quando non si metteranno in condizione di funzionare al meglio i cinque depuratori (Acerra - Marcianise - Napoli Nord - Foce Regi lagni e Cuma- n. d’a.), non ci potrà essere un mare pulito.
C'è anche l'inquinamento che arriva tramite il fiume Volturno che ingloba nelle sue acque quelle del fiume Calore che proviene dal Beneventano dove vengono immesse tutte le acque dei comuni di quell’area. Nemmeno lì non c'è impianto di depurazione.
Quest'anno, però, a nostro vantaggio, c’è stato il recupero alla balneabilità di un paio di chilometri di coste, da Baia Domizia a Levagnole, perché abbiamo fatto convogliare le acque di scarico di Baia Domizia e Cellole nell'impianto di depurazione di Cellole".
I dati del Ministero della Salute, visibili dal sito web www.portaleacque.it assicurano che da Licola e fin sotto la sponda sinistra del Volturno il mare non è balneabile. Balneabile è invece un piccolo tratto di mare a Pescopagano, zona al confine tra Castel Volturno con Cancello ed Arnone. Risalendo verso Mondragone, c’è ancora un pezzo non balneabile, per la vicinanza degli scarichi del torrente Savone.
Il bagno in mare è possibile farlo più avanti, quasi all’altezza di Viale Margherita a Mondragone e fino a Baia Azzurra-Levagnole, risalendo verso il Garigliano. Il mare è off-limits ancora dalla località Sant’Eufemia fino a Baia Domizia Sud. Poi ritorna pulito per un altro tratto: quello che va da Baia Domizia centro e, a salire, fino ad un chilometro dal fiume Garigliano.
Ma, intanto, lungo l’intera costa, i lidi balneari funzionano a pieno ritmo, nonostante i comuni del litorale anche quest’anno abbiamo emesso un’ordinanza con la quale ordinano il divieto di balneazione. La stagione non è cominciata male. Per i bagnanti i prezzi si aggirano sui 20 euro (un ombrellone e due lettini, più posto auto).
“I lidi restano aperti nonostante il mare non sia pulito – dice il sindaco di Castel Volturno, Antonio Scalzone – perché offrono diversi tipi di servizi. Alcuni hanno le piscine, altri si sono attrezzati per l’elioterapia. Ma è certo che a tutti notifichiamo le ordinanze di divieto di balneazione in quattro lingue”.
“I dati del Ministero della Salute non sono aggiornati – afferma Antonio Cecoro, presidente dell’Assobalneari della Campania e neo assessore alle acque del Comune di Castel Volturno – Si riferiscono allo stato delle acque nel 2009. Da quando la magistratura ha tolto dalle mani della società Hydrogest la gestione dei depuratori affidandola ad un custode giudiziario, i risultati si vedono. Il mare è più pulito. La Hydrogest ha ricevuto l’incarico dalla Regione di adeguare e rendere funzionali i depuratori.
Ma per quattro anni c’è stato l’immobilismo più assoluto. Resta il nodo della bonifica dei Regi lagni. L’Arpac ha fatto già un primo lavoro di censimento e ha scoperto più di 600 scarichi fognari abusivi nel canale che interessano circa 40 comuni. Il 24 giugno scorso il Comune di Castel Volturno ha emesso ventidue ordinanze a carico di propri concittadini che scaricano abusivamente nel canale. Inviteremo gli altri sindaci a fare altrettanto. Per anni c’è stato un disinteresse generale sui Regi lagni. Se ci assegnano la maglia nera proprio ora che qualcosa comincia a cambiare, si rischia il collasso”.
Raffaele Sardo






