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Un viaggio nel ghetto di Parete

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PARETE - C’è un ghetto a Parete, una baraccopoli fatta di cartoni e lamiere, sparsa nei terreni agricoli al confine con il comune di Giugliano, che è uno schiaffo alla dignità umana.

Ci sopravvivono, in condizioni igieniche inesistenti ed a seconda delle stagioni, dai quaranta alle cento persone, immigrati provenienti in massima parte da Marocco, Algeria e Tunisia.

 

Il boom si ha durante il periodo della raccolta delle fragole, frutto importante per l’economia di Parete. Manodopera a basso costo, utile per il lavoro nei campi, ma a stento sopportata dai cittadini.

A poche centinaia di metri dalle loro case c’è il via vai di esseri umani emarginati e soli, che medicano per pochi ero una giornata di duro lavoro. Che ci sia il pericolo di una nuova Rosarno per Jean-Renè Bilongo, sindacalista della Flai-Cgil e membro dell’associazione ‘Jerry Masslo’, «è molto improbabile, perché questi ragazzi hanno la consapevolezza che qualsiasi reazione sarebbe subito repressa».

Sta di fatto che non sono mancate le occasioni in cui gli immigrati sono stati presi di mira e resta irrisolta la questione delle loro condizioni di vita.

«Queste persone – continua Bilongo – spesso sono state oggetto di lanci di pietre da parte di giovani del posto che hanno sfogato in questo modo le loro frustrazioni. Non hanno mai dato problemi ai cittadini di Parete, tranne una volta, poco più di un anno fa, quando un ragazzo con disturbi psichici si è spogliato seminudo nella piazza principale del paese. Ma ciò che mi preme sottolineare maggiormente è lo stato di degrado in cui sono costretti a vivere. Non hanno servizi igienici, per lavarsi vanno a prendere l’acqua con una carriola, dormono avvolti da cartoni, praticamente per terra. Una situazione ben conosciuta dal Comune, che lo scorso anno diede anche il suo supporto ad un’iniziativa organizzata dall’Arci, da Nero e Non Solo e da altre associazioni chiamata ‘Villaggio della solidarietà’. Dodici giorni, a fine luglio, per sostenere concretamente i braccianti agricoli e promuovere la cultura dell’accoglienza. Ai dibattiti che si sono svolti durante la manifestazione parteciparono, inoltre, gli ex assessori regionali Corrado Gabriele e Alfonsina De Felice. Da allora ci aspettavamo un aiuto per queste persone, ma nulla è accaduto. Eppure non ci vuole molto a montare delle tende della Protezione Civile e dotare quelle zone di bagni chimici e docce. I gatti ed i cani - è l’amara conclusione di Bilongo - ricevono sicuramente molta più attenzione».


Pier Paolo De Brasi

Last Updated ( Thursday, 27 May 2010 14:27 )  

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